La Memoria Corta d’Europa. Quando Invasori scrivono la Storia

La Storia di Popoli Guerrieri : l’Europa Occidentale

di Katia Novella Miller

Oggigiorno sempre più persone si rendono conto che quando parliamo dell’ex mondo coloniale, di paesi come gli Stati Uniti, il Cile, l’Australia o la Bolivia, stiamo parlando di territori che sono stati invasi con persone, con le armi, con la propaganda; insomma molta gente capisce che ci riferiamo a nazioni che si sono formate dopo un processo d’invasione. Poche persone però sono al corrente che anche la storia d’Europa è una storia di occupazioni territoriali e conquiste.

Europa – con certezza – è una regione del mondo sulla quale regna un’idea falsa. La maggior parte della gente (nel mondo) crede che i suoi abitanti, gli europei, sono stati sempre lì, cioè che sono popoli originari, ma non c’è niente di più falso.

Se uno conosce un po’ la storia europea e osserva quel che sta avvenendo attualmente con le migrazioni, i rifugiati, e si uniscono mentalmente il presente con il passato, come se questi due concetti temporali fossero un uno, come se non ci fosse uno stacco così totale tra il ieri e l’oggi, non si può non vedere, come in una istantanea, l’immagine di tanti popoli e tribù che hanno acquisito le loro terre attraverso migrazioni massive e vere e proprie invasioni – spesso accompagnate da carneficine e da furti – affermando: ‘questa è la mia terra’.

Indubbiamente se c’è qualcosa di cui siamo praticamente certi, è che le migrazioni e le invasioni hanno accompagnato l’umanità fin dal giorno in cui comparve sulla faccia della terra. E il popolamento d’Euopa non è stato un’eccezione.

Geo-map-europeL’Europa di oggi è il risultato di molte migrazioni ed invasioni, di guerre fatte spesso perfino tra nazioni appartenenti allo stesso popolo e, potremmo ben dire, di ‘autoctono’ c’è ben poco.

Andare troppo a ritroso nella storia non ci servirà a molto. Ma è importante sapere innanzitutto che la teoria più diffusa è che gli esseri umani si propagarono sulla terra attraverso lunghe migrazioni che ebbero origine in Africa e, attraverso il Medio Oriente, arrivarono in Asia e da queste zone verso quella parte di Euroasia che oggi chiamiamo Europa.

EuroasiaSui primissimi popoli che abitarono nella zona occidentale di Euroasia praticamente non conosciamo quasi nulla. Ma sappiamo che i resti più antichi lasciati dall’umanità in quella zona del pianeta sono stati individuati in Apulia, in Puglia, ed hanno 44.000 anni di antichità.

La Storia dei Popoli di Europa. I primi popoli a noi noti che vivevano (e probabilmente emigrarono verso l’Europa) oggi sono classificati per le loro lingue e sono quelli che conosciamo come popoli Preindoeuropei, popoli che si difusero anche in Anatolia (attuale Turchia), Medio Oriente e Asia. Soltanto una manciata di queste lingue è arrivata fino ai nostri giorni ed in Europa è sopravvissuta soltanto una, l’Euskera, la lingua del popolo Basco – nel nord est della Spagna e sud ovest della Francia – mentre le altre si sono estinte lasciando le impronte del loro passaggio. Si crede che i Preindoeuroei emigrarono in Europa tra i 40.000 e i 6.000 anni fa.

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Culture Preindoeuropee

Possediamo molta più informazione sulle migrazioni posteriori, sull’esodo dei popoli di lingue indoeuropee, tra cui i Germanici e i Latini.

Più che una teoria. Gli stessi antichi Greci ci hanno lasciato scritti sui popoli che prima del loro arrivo abitavano in quelle terre e che i Greci denominavano con vari nomi. Popoli con caratteristiche culturali proprie che si estinsero o più probabilmente furono assimilati dagli Elleni.

Differenze culturali tra gli europei di oggi ed i popoli dell’Europa Antica. Caratteristica dei popoli dell’Europa Antica era la loro indole pacifica. Non fortificavano i loro insediamenti che erano centri abitati da numerose persone. Abitavano in case rettangolari, su suoli aperti di buona qualità e con abbondante acqua, essenziali per la loro economia agraria. Adoravano Dee materne e praticavano culti legati alla fertilità dei campi, degli animali e degli uomini. Avevano una struttura sociale matriarcale. Utilizzavano il rame e l’oro per ornamenti e strumenti.

Le migrazioni e le invasioni dei popoli Indoeuropei (Germanici, Latini, Celti, Slavi…) portarono in Europa l’età del bronzo e l’utilizzo di questo metallo per fabbricare armi. Questi popoli di pastori (nomadi) avevano una struttura sociale patrilineare e furono loro che introdussero l’uso delle fortificazioni, degli insediamenti fortificati nell’Ovest di Eurasia.

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I Popoli Indoeuropei. Secondo la studiosa lituana Marija Gimbuta queste migrazioni provenienti dalle steppe del sud della Russia avrebbero avuto inizio intorno al V millennio a.C. verso i Balcani e la zona del Danubio; successivamente, nella seconda metà del IV millennio, si sarebbero indirizzate verso il Caucaso, l’Anatolia (Turchia), l’Iran e l’Europa; e nel terzo millennio verso l’Egitto e la Palestina. Popoli indoeuropei sono i Greci, i Sami, i Latini (fondatori di Roma), i Germani, gli Slavi e alcuni studiosi sostengono che anche i Celti facevano parte di questo gruppo.

Tutti questi popoli arrivano da Oriente, a terre che erano già abitate dai popoli Preindoeuropei, oggi praticamente estinti ad eccezione, come abbiamo visto, della lingua Euskera del Paese Basco. Ma non tutti gli Indoeuropei arrivano allo stesso tempo, cioè nello stesso momento.

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Artemide di Efeso

I Greci. Probabilmente il primo popolo Indoeuropeo che migrò verso l’Europa fu quello che si insediò nei balcani e nella penisola greca a partire dal 4.500 a.C., dove nel III millennio a.C. comparve una lingua greca arcaica.

Un altro dei popoli più antichi del flusso migratorio indoeuropeo è quello dei Sami, conosciuti anche come Lapponi. Arrivarono nella zone artiche e sud-artiche di Norvegia, Svezia, Finlandia e della penisola di Kola, in Russia, almeno 5.000 anni fa. Secoli più tardi, furono invasi dai Germani.

I Latini, il popolo che fondò Roma, avrebbero attraversato le Alpi ed invaso i popoli Preindoeuropei che abitavano nella penisola italica 3.200 anni fa: questa è la tesi più accettata oggi. Ma secondo la storiografia greca e latina, i Latini sarebbero arrivati nel II millennio a.C. dall’Asia Minore. L’espansione territoriale dell’Impero Romano fu il frutto di guerre ed invasioni di popoli sempre più lontani, includendo i popoli greci.

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Colore bordò: territorio celtico 400 a.C.

I Celti. Nel passato gli esperi inserivano i Celti nella lista dei più antichi popoli della famiglia indoeuropea emigrati in Europa; attualmente molti contestano questa tesi e suggeriscono che furono contemporanei dei Romani, i Greci e gli Etruschi. I Celti si stabilirono nel cuore dell’Europa (attuali Svizzera, Austria, Germania meridionale, Francia e da lì sarebbero penetrati nell’Italia e nella Spagna settentrionali, nelle isole britanniche, nel Danubio, nei Balcani, fino ad arrivare in Anatolia, attualmente in Turchia).

In realtà l’origine dei Celti è un tema molto controverso ancora oggi. Molti studiosi credono che i Celti non erano in sé una nazione con caratteristiche proprie, bensì una mescolanza di vari popoli che vivevano in quelle zone di Europa.

L’arrivo dal nord dei popoli germanici, a partire dal secolo II a.C., e la pressione che i romani esercitavano dal sud, fece che molti Celti emigrassero verso le isole britanniche, ma si ritiene che la maggior parte rimase nel continente e lentamente fu assimilata dai Romani e – principalmente – dai Germani. Oggi si considerano eredi dei Celti storici gli irlandesi e gli abitanti delle zone occidentale e settentrionale della Gran Bretagna; i belgi invece si considerano meticci di Germani e Celti.

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Rosso, primo insediamento dei Germani. Fucsia, secondo insediamento

I popoli Germani. I Germani rappresentano l’ultima grande invasiones. Una cultura che s’insediò e sviluppò tra il 1.700 ed il 500 a.C. nel Mare Baltico occidentale e nel sud della Scandinavia è considerata la cultura ancestrale comune dei popoli Germanici. La loro origine, come quella di tutti i popoli, è in realtà incerta, ma si tende a credere che provenivano dalle steppe del sud della Russia, come tutti gli altri popoli Indoeuropei.

Diversamente che per le precendenti migrazioni, sulle migrazioni dei Germani contiamo su molta più informazione sia perche furono gli ultimi ad emigrare ed invadere Europa Occidentale, sia perche Greci e Romani, che soffrirono l’impatto con queste tribù, hanno scritto su di loro.

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Il sacco di Roma, 410 d.C.

All’inizio i popoli Germanici si stabilirono nel sud della Scandinavia. Le grandi migrazioni verso il sud cominciarono tra l’800 ed il 750 a.C.. Alla fine dell’VIII a.C si erano già stabiliti nelle coste degli odierni Paesi Bassi. Successivamente, tra i secoli V e I a.C. i Germani cominciarono a premere costantemente verso sud, entrando in conflitto diretto con Celti e Romani. La storia è piena di pagine su guerre e saccheggi. Nel 550 a.C. raggiunsero la zona del fiume Reno imponendosi sulle popolazioni Celtiche. E alla fine del secolo II a.C. i Germanici erano già stanziati in una vasta area continentale, dai Paesi Bassi fino alla Polonia. Nel 200 d.C. penetrarono nella regione Egea, attuale Grecia, nel Danubio, in Asia Minore. Nel 410 d.C. ebbe luogo il famoso sacco (saccheggio) di Roma, capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

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L’Impero Romano nel 90 d.C.

L’occupazione del suolo romano: il colpo definitivo. Se fino al IV secolo si trattò di attacchi, saccheggi ed invasioni per lo più momentanei, nel V secolo le cose cambiarono. I Germani, incalzati ad est dai popoli Unni provenienti dall’Asia, valicarono il Limes, le frontiere dell’Impero Romano, e davanti all’impotenza di Roma popoli interi penetrarono e si stabilirono nei territori che oggi chiamiamo Francia, Italia, nella zona ovest della Germania, in Svizzera, in Austria, in Spagna, in Portogallo, in Gran Bretagna, nei Balcani arrivando fino alla Turchia e l’Africa settentrionale dove crearono nuovi regni, i regni Romano-Barbarici.

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Chi erano i Germani? I popoli Germanici che si stabilirono nelle zone dell’Impero Romano furono gli Svevi (in Portogallo e Galizia), i Vandali (in Africa), i Goti (Visigoti e Ostrogoti, rispettivamente in Spagna e Italia), i Franchi (il nome della Francia deriva dal loro nome, nei tempi romani quella zona era chiamata Gallia; i Franchi invasero anche l’Italia nord-occidentale), i Burgundi (anche in Francia), i Turingi, gli Alemanni, gli Angli, i Juti, i Sassoni (questi tre ultimi popoli si diressero principalmente verso la Gran Bretagna), gli Eruli, i Rugi, i Longobardi (in Italia), i Vichinghi (in Gran Bretagna, Francia settentrionale, Sicilia…) e molti altri.

10403350_10203553685432436_8794647095065109304_nLa creazione delle nazioni ‘germaniche’ non fermò però le invasioni e le guerre. Questi popoli hanno continuato a lottare tra di loro per secoli. Per esempio i vichinghi, dopo la definitiva invasione germana del territorio romano, organizzarono una nuova ondata espansiva dalla Sacandinavia verso la Normandia, attualmente Francia (giungendo fino alle steppe russe ed al territorio dell’Impero Romano d’Oriente: Bisanzio).

Alcuni intellettuali europei, tra i quali l’ebrea tedesco-polacca Rosa Luxemburg, sono arrivati a pensare che se oggi Europa soffre meno guerre violente sul proprio suolo, è perche i conflitti sono stati portati, trasferiti ad altre aree del pianeta.

Il Nome di Europa? In epoca Greco-romana, Europa era un nome geografico indefinito, indicava a grandi linee le terre a nord del Mediterraneo. L’Europa diventa il continente tra i secoli VII e IX d.C., a seguito delle invasioni barbariche, dopo la pace fatta tra il Papa e i germanici, con la nascita del Sacro Romano Impero di Carlo Magno, il re del popolo germanico Franco che si stabilì nei territori che oggi conosciamo come Francia e che in epoca romana era chiamato Gallia.

I popoli dell’Europa Occidentale di oggi. E’ incontestabile che le popolazioni europee attuali sono il frutto del meticciato tra i popoli germanici e i popoli che invasero, gli altri popoli indoeuropei e il substrato pre-indoeuropeo, e con cui lentamente si amalgamarono.

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I Sami, Svezia o Norvegia, fine 1800

Alcuni popoli germanici si fusero con una popolazione romana demograficamente dominante. Ciò avvenne in Francia, Italia, Spagna, Portogallo. In altri territori i Germanici divennero la base etnografica delle popolazioni odierne, come in Europa centrale e nord-occidentale. Nell’Europa nord-occidentale: Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Isole Feroe; in Svezia e Norvegia, e anche in Finlandia, prima dell’arrivo dei Germanici vi abitavano già i Sami; l’Islanda, invece, era popolata dagli Inuits (eschimesi), popoli originari anche di Groenlandia e delle zone settentrionali di Canada e degli Stati Uniti. La Gran Bretagna, la Germania, l’Austria, la Svizzera, l’Olanda, il Belgio, il Luxemburgo e il Lichtenstein sono le nazioni continentali e britanniche riconosciute ufficialmente quali germaniche, tuttavia hanno un sustrato celta, latino e di altri popoli che abitavano nella zona prima del loro arrivo. La Francia invece è considerato il paese latino con maggiore influenza germanica.

Le lingue in Europa Occidentale: il tedesco, l’italiano, il castigliano, l’inglese, il francese… In linee generali oggi possiamo osservare che le lingue germaniche si sono convertite nelle lingue dominanti aldilà dei Limes, le vecchie frontiere dell’Impero Romano, in Germania, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca…; nelle province romane occidentali, gli immigrati germanici adottarono i dialetti (lingue) latini che si stavano trasformando in lingue romanze: tra cui l’italiano, il castigliano, il portoghese, il francese.

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Lingue Indoeuropee e lingue non Indoeuropee

Nel mondo di oggi le lingue germaniche e romanze (latine) si parlano in gran parte del mondo. La lingua germanica più importante è indubbiamente l’inglese, seguito, ma molto indietro, dal tedesco. Delle lingue latine la più importante è attualmente il castigliano (conosciuto come ‘spagnolo’), sempre più utilizzato dai media internazionali, seguito dal francese che conta con una vasta audience francofona in Africa e nei paesi musulmani.

Curiosità sui toponimi, i nomi dati ai territori dai popoli Germanici. Forse l’altissimo valore dato dai popoli germanici al concetto di proprietà della terra lo possiamo vedere oggi nei nomi dati da queste tribù e nazioni ai territori in cui si insediarono. Nelle aree dell’Europa Occidentale in cui si diffuse l’uso di lingue romanze (lingue che derivano dal Latino), toponimi che esprimono chiaramente la proprietà tribale della terra sono rari, ma invece abbondano nelle lingue germaniche, qui alcuni esempi:

Germania – Deutschland (in tedesco), vuol dire la terra dei Deutsche (i tedeschi).

Inghilterra – England, la terra del popoli Angli.

Danimarca – Denmark, mark indica il territorio, Dani il nome del popolo che si insediò in quella zona: quindi molto probabilmente Danimarca significa letteralmente la terra dei popoli Dani.

Conclusione. In questo articolo, vi ho raccontato brevemente – e senza essere esaustiva – la storia di Europa, tralasciando di menzionare tanti altri popoli che nel corso del tempo si sono stabiliti nella zona occidentale di Euroasia, come i Veneti, i Liguri, gli Iberi, i Pitti e molti altri.

Mi sono concentrata sui principali popoli che oggi formano, costituiscono l’Europa Occidentale per darvi una chiara idea su chi sono gli europei dell’ovest e sulla storia di quella parte del continente euroasiatico: Europa, una regione che si è propagata per tutto il pianeta e in cui attualmente e da molti secoli i popoli germanici hanno il potere. Il potere in Europa e nel Mondo:  un’osservazione incontestabile analizzando il ruolo dei vari paesi europei a livello politico, nel commercio mondiale e la distribuzione della ricchezza all’interno dell’Europa Occidentale. L’Europa Germanica, quella più ricca, di ‘economie avanzate’ e l’Europa meridionale, dei paesi di seconda velocità. E curiosamente questa divisione si può forse anche vedere all’interno degli stessi territori nazionali di paesi europei come Italia e Spagna dove i nord, con una maggiore preponderanza di popolazioni germaniche, sono le zone più ricche e sviluppate economicamente.

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Il lauburu o croce basca, diffuso tra i popoli non indoeuropei ma anche tra i celti ed in altre zone d’influenza indoeuropea come l’India, la Persia e l’Estremo Oriente

 

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